Tutto ebbe inizio da un innocente “voglio un abito verde”.
È per un matrimonio. Perché ho letto che ai matrimoni il nero è out, che bisogna osare coi colori, e invece io ai matrimoni ci sono andata sempre vestita di nero, un po’ per snellirmi, un po’ per elegantarmi. Io che ne so, dicevano che il nero è sempre elegante e poi me lo fanno diventare no-per-carità-abolito.
Io non sono fashion per niente, a me il fashion mette ansia, abbinare i colori mi mette ansia, anche distinguerli mi mette ansia.
Tipo per me il verde è verde, poi entri nei negozi e ti rifilano il verde acqua, il verde smeraldo, il verde petrolio.
Ecco, il verde petrolio. Bello, eh, le sta un incanto. E si giri un po’ di là? Si giri di qua? Eh, le mette in risalto gli occhi. E ha visto la cintina dorata? Una sciccheria.
E in effetti è bello, pure la cintina dorata, eh.
Ma quindi adesso ci posso abbinare solo robe dorate? Eh, sì, ma tanto sa quante ne trova?!
Eh, sai quante ne trovo? ‘Na marea, proprio!
Ci ho messo un mese per trovare delle décolleté decenti, roba che con tutti i soldi spesi di benzina mi sarei potuta comprare un paio, ma che dico uno, almeno due paia di Louboutin.
Sicuramente voi non avete idea, ma le scarpe dorate che si trovano nei negozi si distinguono in due grandi categorie: i sandali da brasiliana al carnevale di Rio e le scarpette da anzianotta. Se trovate delle scarpe dorate che stanno nel mezzo, costano almeno cinquecento euro.
Ad un certo punto, avevo il morale così a terra, che mi sono detta ‘sticazzi, compriamoci un paio di Prada e chi se ne frega. Per fortuna non c’era il mio numero, e in tutto il negozio ha riecheggiato un doppio sospiro di sollievo, di mio marito e della mia carta di credito.
Perché io poi ho anche un altro problema. C’ho il piede di Polly Pocket. Porto 35 barra 36, ma più 35. E anche quando sono 35, rischio sempre di fare cenerentola e perdere le scarpe per strada.
E insomma, dopo aver girato tutti gli outlet e i negozi della provincia di Macerata e pure un po’ di qualche altra provincia, mi sono decisa a prenderle online.
Giorni di ricerche mi hanno portato a dei sandali che nelle note c’era scritto champagne, ma a me sembravano a tutti gli effetti dorate. E poi che ne so, che cazzo di colore è champagne, non è dorato lo champagne? Insomma le ho prese.
Belle, ci stanno bene, lo specchio dice ok. Adesso la pochette.
La pochette non va abbinata alle scarpe? Mettiti a trovare una pochette dello stesso champagne dei sandali, ma deve essere proprio champagne, no spumante, manco prosecco, ché sennò fai un’accozzaglia di colori e sembri Marta Marzotto.
Non trovo la pochette. Comincio ad odiare la moda, il verde, i matrimoni e gli alcolici con le bollicine. Rimando indietro i sandali, mi rimetto a cercare.
Finalmente le trovo, ma tipo che le ho trovate ieri e il matrimonio è venerdì prossimo. Un paio di décolleté bellissime, dorate ma proprio oro oro come cantava Mango. Oro puro, senza altre merda di parole dopo la parola oro.
Sono 36, dovrò camminare piano, mi appiccicherò il tallone con l’attak, ma le ho trovate.
Adesso esco e vado a scovare la pochette. Oro.
Pregate per me, direi che è importante.




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