Sono
IN PILLOLE
Claudia Panunzio, laureata in comunicazione multimediale, pericolosamente vicina ai trenta. Vivo con un piede in Rete e l’altro fuori dal mondo. Bloggo, leggo, canto e lavoro per motivi di mutuo. Adoro l’arte, il design e la fotografia, tutte cose di cui non capisco un tubo.
IN SCIROPPO
Sono cresciuta in una lacustre cittadina del nord pugliese. Sono nata a Maggio e sono del segno dei gemelli purosangue.
Da bambina ho fatto tutte le cose che fanno le bambine, giocare con le bambole, farsi la pipì addosso, venerare Cristina D’Avena e Uan. Ho avuto un’infanzia felice, se non fosse per una suora che, all’asilo, mi ha dato dell’asociale, scatenando in me un flusso di domande sul perché dell’esistenza dei preti, delle suore, di dio e tutta l’allegra compagnia. Giunta ad una conclusione, non l’ho più abbandonata e, ad oggi, la sostengo con forza, come tutte le mie idee.
A scuola sono sempre stata un po’ secchiona, lo ammetto, ma mai un’emarginata sociale, stavo giusto nel limbo tra i più fighi della scuola e i reietti, in pratica avrei fatto perfettamente la parte di una comparsa in un teen-movie.
Senza infamia e senza lode, ho trascorso la mia adolescenza tra amori ingarbugliati, pile di diari segreti (che vado a rileggere quando ho voglia di farmi una risata), libri di Stephen King (poi ho affinato i miei gusti, più o meno) e chat.
Il mio primo computer è stato un Amiga, anno 1993, da allora non sono mai più stata neanche un giorno senza piccì e, con l’avvento di internetpertutti, neanche senza internet.
Finito il liceo scientifico, avrei potuto scegliere tre strade:
- Quella suggerita dai miei genitori: Facoltà di Medicina e Chirurgia;
- Quella facile e tutta in discesa: espatriare o farmi mantenere da uno ricco;
- La mia: Scienze della comunicazione.
Col tempo ho imparato a seguire i consigli, all’epoca ho fatto di testa mia, iscrivendomi alla Facoltà di Scienze della comunicazione di Macerata.
-“Mace che?”- ho detto la prima volta che l’ho sentita nominare.
Nonostante non sapessi neanche che fosse una città (in geografia non sono mai stata un asso), per motivi lunghi da spiegare ed ininfluenti ai fini della trattazione, mi sono ritrovata a studiare a Magerada (per gli amici), nelle Marche, dove tuttora vivo e lavoro, contenta di viverci e lavorarci.
Il 2010 è stato un anno importante. A marzo mi sono laureata con la lode e il bacio accademico del mio ragazzo che, grazie a questo e a tanti altri baci meno accademici, è diventato mio marito due mesi dopo.
Attualmente mi dedico a (in ordine sparso): lavoro, strimpellamento di tastiere un dito alla volta, studio dell’inglese, sogni ad occhi aperti e chiusi, cura della casa, palestra, canto, social network, marito, blog, letture, cucina, amici, salvataggio del pianeta.



Trovo fantastico che nella lista delle cose di cui ti occupi tuo marito è tipo al nono posto =D
(il mio nick è fuorviante ma sono una ragazza =) )
Minchs, è solo perché ho scritto “in ordine sparso”, altrimenti avrebbe occupato almeno la terza/quarta posizione! (scherzo, va, che poi qualcuno potrebbe anche crederci)
Ho letto tutto con grande piacere, sono contento che Alessandra Farabegoli ci abbia fatto incontrare, da oggi ti seguo un po’.
ciao
Alberto
Ciao Alberto, mi era sfuggito questo commento, leggo solo ora!
Grazie, sei il benvenuto