Intervallo

8 lug

Immaginate la Toccata di Pietro Domenico Paradisi in sottofondo. Al posto del gregge di pecore o le immagini cartolina delle città italiane, la foto di casa mia, con me in posa plastica seduta sul balcone e un bicchiere di Schweppes in mano. Immaginatemi così, nei miei rari momenti di pausa, quando proprio ho voglia di non pensare a niente, di farmi assalire dalle cicale nella testa e davvero nient’altro.

Luglio e agosto non sono fatti per fare tante cose, a luglio e agosto dovrebbe fermarsi tutto, le persone dovrebbero andare in giro in ciabatte, le donne coi vestitini di lino, gli uomini coi pantaloncini. I fornelli sempre spenti. I frigoriferi pieni di verdure e ortaggi e macedonie di frutta e litri, litri e litri d’acqua. E Schweppes. E tè freddo nelle brocche. E vaschette di gelato nei freezer. E pioggia di cubetti di ghiaccio. E basta.

Lavoro niente. Impegni niente. Scadenze niente. Cose che emanano calore niente. Telefoni, computer, televisioni niente. Forni e lavatrici niente. Niente pulizie, che si accumuli pure la polvere, ci penseremo a settembre, quando ricomincerà il fresco. In bicicletta, si va in bicicletta, in tandem, coi roller, gli skateboard, i risciò. Tutto il resto è bandito.

E si legge, si leggono un’infinità di cose, libri profondissimi che serve il bagnino, letture leggere da tintarella, le vignette comiche delle parole crociate. E si scrive, ma poco, perché anche scrivere è un’attività che richiede la testa e poi si surriscalda e poi serve la manutenzione e quindi no, meglio immettere che trasmettere.

Così dovrebbero essere, luglio e agosto (e forse anche un po’ di giugno e settembre). I miei non lo sono, soprattutto quest’anno. Sempre di corsa, tutto di corsa, a incastro, e pensieri, e cose da fare, troppe, troppo caldo. Suderei sette camicie, se solo le portassi. Non le porto perché non ho voglia di stirarle. Dovrebbero fare le camicie usa e getta, ma questo è un altro discorso. Se inventano camicie usa e getta, ve le segnalo nella rubrichetta, non temete, sarete i primi a saperlo. Per ora è ferma anche quella, l’ho mandata un po’ in ferie, ma sta bene, vi manda i baci da Palma di Maiorca.

Io ve li mando dal balcone, sempre con Paradisi in sottofondo e tanta voglia di vivere in un’eterna controra.*

*Se non sapete cos’è, ve lo spiegano su Yahoo Answers.

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27 Risposte to “Intervallo”

  1. blanconejo 13/07/2012 at 7:44 pm #

    concordo con tutto e rivendico la sacralità della controra ;)

  2. stefanoSTRONG 11/07/2012 at 9:38 am #

    secondo me non lo vuoi neanche tu una roba del genere… sai che palle a non fare neinte per tutto il giorno?!

  3. sarag83 10/07/2012 at 7:58 pm #

    Immagine idilliaca, non so che darei per farlo ora … però un bel De Andrè di sottofondo (amo cullarmi nel mio uggiare) ed un robusto Americano senza soda con angostura. Perfetto.

  4. alcesti 10/07/2012 at 4:34 pm #

    Sarebbe già sufficiente poter lavorare solo mezza giornata nei mesi di luglio e agosto e goderci la controra tutti insieme appassionatamente. Tanto chi è che riesce a mantenere la concentrazione dopo pranzo? Perfino i condizionatori dopo le 13 sono meno efficaci. Figuriamoci le persone ;)

    • Claudiappì 10/07/2012 at 6:35 pm #

      Ehm, io già lavoro solo mezza giornata ;)
      Comunque mi hai aperto un mondo, con la storia dei condizionatori. Non sapevo fossero meno efficaci dopo una certa ora :D

      • alcesti 10/07/2012 at 9:19 pm #

        Fortunatissima! Hai un orario di lavoro che, come dice la pubblicità, non ha prezzo! Per quanto riguarda i condizionatori dopo una certa ora a me sembrano rendere molto meno, ma forse é solo una mia impressione. La sottoscritta in estate dopo mezzogiorno rende la metà: questo invece é un fatto ;)

  5. penna bianca 10/07/2012 at 9:44 am #

    Il caldo ti dà noia solo in teoria, Claudia. Questo post è un gioiellino. :-)

  6. Simone che scrive su "purtroppo" 09/07/2012 at 9:31 am #

    Continui a scrivere cose bellissime. Brava.

  7. baskerville 09/07/2012 at 8:31 am #

    Scusi, Uma, lei intende del sesso, vero? (cit.) :D

  8. plus1gmt 09/07/2012 at 12:15 am #

    Io ho cominciato proprio in un giorno di luglio. Ah, nel frigo dimentichi le biRe.

    • Claudiappì 09/07/2012 at 9:17 am #

      Hai ragione, plus. Dai, portale tu. Ci beviamo una biRetta al prossimo intervallo :)

  9. groupiedoll 08/07/2012 at 11:27 pm #

    Mi piace il modo in cui hai provato a rendere dolce l’idea di questi due mesi che, per me, andrebbero semplicemente banditi dal calendario.
    Se potessi, li salterei a pié pari, ecco.
    Non penso che li troverei meno estenuanti, se anche potessi trascorrerli così, con lentezza e dolce far niente.
    Magari li passerei interamente viaggiando, verso posti molto più freddi, ovvio. Potrebbe essere l’unica soluzione per farmeli tornare un po’ simpatici, direi.
    Concordo, però, sulle camicie. Anch’io non le indosso per non dorverle poi stirare, eheheh! ;)

    • Claudiappì 09/07/2012 at 9:16 am #

      Ahahah lei è molto più risoluta e definitiva di me, signorina, io opto sempre per le mezze misure :D

  10. rodixidor 08/07/2012 at 8:04 pm #

    Otium

  11. stravagaria 08/07/2012 at 5:48 pm #

    Descrizione perfetta di un tempo imperfetto. Quindi di corsa tra un intervallo e l’altro…ché io ogni tanto mi piazzo di forza nel cerchio magico del tempo immobile e simpaticamente inutile. Baci

  12. Wish aka Max 08/07/2012 at 5:36 pm #

    Se non ci fossi bisognerebbe inventarti! Io l’ho sempre chiamata “la musica dell’intervallo”, mai immaginato che avesse un titolo e un autore… Invece la controra lo sapevo cos’era, vado a memoria ma la definisce Sciascia in uno dei suoi libri? Bevi tanta acqua, se no finisci come nell’ultima pubblicità TIM (anche io ho tanta sete e allora?) e cerca di minimizzare le enregie spese… Ma è dura col caldo, è proprio dura. Il giorno della finale degli Europei ho pensato a quei disgraziati che hanno montato i maxischermi al Circo Massimo. Eroi. Veri eroi.

    • Claudiappì 09/07/2012 at 9:14 am #

      Santo Google! Anch’io l’avevo sempre chiamata “la musica dell’intervallo rai” ;)
      E comunque sì, eroi. Io tutti i giorni penso agli stradini, a contatto con l’asfalto bollente :\

  13. pani 08/07/2012 at 4:24 pm #

    se non ricordo male le camicie usa e getta le avevano inventate. Si potrebbero usare anche camicie a poco prezzo ma ho notato che meno spendi più puzzano. Una buona camicia potresti portarla anche una settimana di fila e se annusi sotto l’ascella senti sempre un buon profumo. Chissà…forse le due che ho preso lo scorso anno in saldo erano state uno sbaglio, un test, qualcosa che hanno tolto dalla circolazione perché troppo perfetto.

    • Claudiappì 09/07/2012 at 9:11 am #

      I camici usa e getta ci sono, le camicie ancora no.
      Però mi hai fatto pensare…dato che io non puzzo mai, neanche dopo due ore di palestra, potrei prendermi un paio di camicie buone e metterle a ripetizione, senza mai lavarle, poi le butto. Il problema sono le macchie, quelle non perdonano.

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